Il Presidente degli Spedizionieri Laghezza interviene sul tema dello sviluppo della ferrovia Pontremolese

Il Presidente dell’Associazione Spedizionieri La Spezia Alessandro Laghezza interviene nel dibattito sul futuro della Pontremolese dopo il diniego del Ministero della Difesa alla proposta di inserire la linea all’interno del piano ReArm Europe.

In questi giorni si è riacceso il dibattito sull’adeguamento della Ferrovia Pontremolese, un tema che seguo da sempre con grande interesseha affermato LaghezzaIn particolare il dibattito é stato riacceso dal recente diniego del Ministero della Difesa alla proposta, avanzata da Confindustria La Spezia, di inserire il raddoppio ed adeguamento della linea fra le opere infrastrutturali “dual use” ai fini civili/militari all’interno del piano ReArm Europe. Come Presidente degli Spedizionieri, ritengo che questa iniziativa, così come qualsiasi altra rivolta a tentare di riportare il tema al centro della programmazione infrastrutturale e ferroviaria italiana, debba essere supportata ed affiancata da un lavoro di squadra di tutte le istituzioni ed associazioni del territorio. Altre strade possono essere contemporaneamente percorse con pari dignità, nell’intento di reperire risorse ed ottenere impegni concreti, da parte del governo e di ferrovie. Va ripreso quando di positivo e’ stato fatto in passato (molte sono state le iniziative messe in campo, con risultati tangibili ma purtroppo solo parziali) e messo a sistema nel quadro di uno sforzo forte e coeso, per il presente e per il futuro. Tengo a precisare come il raddoppio ed adeguamento della Ferrovia Pontremolese sia da un lato una questione di sicurezza nazionale, come indispensabile supporto e by-pass delle linee esistenti ed dall’altro il necessario completamento della crescita di un territorio, quello spezzino, che e’ oggi leader in molti settori, dalla navalmeccanica all’industria militare, dalla meccanica al turismo. Un sistema economico ed industriale che, unico in Liguria, cresce con i ritmi delle aree più avanzate del Nord Italia. Di questo sistema fa parte ovviamente anche il Porto che, con la sentenza di ieri che rigetta il ricorso contro l’avvenuta assegnazione della gara per l’ampliamento ad est delle banchine, vede di fatto rendersi concreta la possibilità di una nuova crescita che cold ironing e sviluppo ferroviario possono rendere perfettamente sostenibile e interconnessa al sistema logistico italiano ed europeo. Auspico quindi che si proceda in una logica di sistema e che Confindustria, insieme alle altre istituzioni ed associazioni del territorio, proceda nel suo indispensabile ruolo di sostegno e guida dello sviluppo economico della nostra provincia‘.

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